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Verificare se una foto è falsa

«Falsa» in italiano copre tre storie diverse. Verificare se una foto è falsa funziona solo dopo aver detto se i pixel sono inventati, se un punto è stato cambiato o se è vera solo la didascalia a essere sbagliata.

17 ottobre 2026 · Check AI Free

Una foto di cronaca di anni fa, con un luogo nuovo nel messaggio, è uno scatto vero in un contesto falso. Una PNG di ComfyUI che porta ancora il flusso è un file che si porta dietro le note di fabbricazione. Un ritratto senza risultati nella ricerca inversa può essere uno scatto privato o una generazione di stamattina. Lo stesso pulsante, sui tre casi, restituisce un numero e perde il caso. Questa pagina li separa. Non è una perizia e non inventa un tasso di successo. È scritta in italiano per «verificare se una foto è falsa», non come traduzione della pagina tedesca sui Fake-Bilder.

Tre sensi di «falsa», tre primi passi

  1. Caso 1

    Pixel inventati

    Nascono in un generatore. A volte il file lo dice ancora: un blocco parametri, un campo ComfyUI prompt o workflow, una Content Credential con un passo di generazione. A volte non resta nulla e un modello stima solo i pixel. Come capire se una foto è fatta con l’IA è la lista per questo caso. Il lettore PNG mostra il testo senza eseguirlo. La documentazione di ComfyUI ricorda che i metadati incorporati non sono una firma.

  2. Caso 2

    Una foto vera, con un punto cambiato

    Un ritocco locale, un oggetto tolto, un volto incollato. L’EXIF può ancora dire «fotocamera» perché l’intestazione è stata copiata o perché l’editor non l’ha riscritta. Quel campo non misura l’area modificata. Una Content Credential, se c’è ed è valida, può elencare un’azione di modifica: la firma la controlla un validatore, non questo sito. Un modello generale può restare incerto proprio perché la maggior parte dei pixel è fotografica. Non chiamare «tutta generata» una stima intermedia.

  3. Caso 3

    Didascalia falsa

    Carica la copia più antica in una ricerca inversa. Cerca la pagina più vecchia che trovi e confronta la didascalia con quella che hai ricevuto. Una foto vera più vecchia spiega molti casi di «falso» senza che un solo pixel sia stato generato. Il confronto in inglese reverse image search vs AI detector dice perché il rilevatore, qui, è lo strumento sbagliato da aprire per primo. L’aiuto di Google descrive il caricamento e risultati fatti di immagini simili e di pagine, non un giudizio di falsità.

Metadati che il viaggio può togliere

Schermata, download o originale. L’IPTC, nella primavera 2019, ha provato Instagram e Facebook con un’immagine di riferimento. WhatsApp non c’era. Su Instagram, in quel test, chi provava non riusciva a salvare e scaricare; non venivano mostrati campi incorporati. Su Facebook restavano pochi campi legati ai diritti e l’XMP non c’era più. È il loro test del 2019, nella tabella dei risultati. Non è una garanzia di oggi. WhatsApp, nella propria guida, distingue la qualità della foto dall’allegato come documento e non pubblica un elenco di campi EXIF. Controlla il file che è arrivato. Il contesto più lungo è Does Instagram strip image metadata?

Trascina il file più antico su verify.contentauthenticity.org se cerchi una storia firmata. Una dichiarazione di generazione valida è una prova di quella dichiarazione. Una dichiarazione assente è frequente e non è un’assoluzione. Questo sito non controlla la firma. Il procedimento è in how to check Content Credentials.

Controlla l’immagine legge gli indizi e può chiedere un valore di modello generale. Fino a 0,35 e da 0,70 sono soglie di visualizzazione; la fascia in mezzo resta incerta. Non pubblichiamo un’accuratezza complessiva. I benchmark altrui trovano distanze ampie tra i rilevatori; i numeri, con le fonti, stanno nella guida can AI images be detected e, in tedesco, in Bild auf Echtheit prüfen. Il disaccordo di due strumenti si annota. Non si media. Come si compila la nota dello strumento è in verifica immagini AI.

Una filigrana come SynthID è un altro segnale, per i file passati da un sistema che la inserisce e per un lettore che la sa cercare. Google DeepMind la descrive così. Non abbiamo quel lettore. L’assenza della filigrana è la condizione di partenza di quasi tutti i file.

Il volto è un caso a parte solo nel senso che la gente ci legge un’identità. Foto profilo non autentica la persona. Deepfake guarda un fermo immagine. Se il file nomina un generatore, Midjourney, Flux e DALL·E restano contesto, non un riconoscimento dello stile.

Fonti

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