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Guida

Riconoscere immagini IA

Riconoscere immagini IA è una domanda su questo file, non sull’aspetto della scena. Un volto liscio o una scritta storta sono un motivo per guardare. Non sono il metodo.

17 ottobre 2026 · Check AI Free

La richiesta arriva da una redazione che deve chiudere un pezzo, da un amministratore che ha ricevuto la foto di un cantiere, da chi guarda un annuncio e non vuole accusare nessuno. «Riconoscere immagini AI» sembra il nome di un verdetto. Qui è il nome di una lettura. Questa pagina è la guida lunga in italiano: l’ordine dei controlli, che cosa metadati e C2PA possono mostrare, che cosa si può dire di ciascun generatore, come si legge il risultato di questo sito e dove finisce la prova. Non è una traduzione delle guide in inglese, in tedesco o in spagnolo, e non è un certificato.

Ci sono tre copie che vengono trattate come se fossero una sola. L’originale esportato dallo strumento o dalla fotocamera. Il download salvato dopo. La schermata, che è un file nuovo. Possono mostrare la stessa scena e non portare lo stesso testo dentro. Se parti dalla schermata, misuri la schermata. Se la domanda è il generatore, chiedi la copia precedente.

Come capirlo, in quest’ordine

In alto stanno gli indizi che dicono qualcosa di questi byte. In basso stanno quelli che riguardano quasi ogni immagine. La lista corta, senza il dettaglio di ogni generatore, è come capire se una foto è fatta con l’intelligenza artificiale.

  1. Passo 1

    Dai un nome alla copia che hai

    Segna se è un originale, un download, un «salva immagine» o una schermata. Nell’esperimento sui metadati otto fotografie di Thomas Bresson, licenza CC BY 2.0, avevano marca, modello, ora di scatto, nota software e un contenitore XMP. In un JPEG definito senza metadati, e nelle schermate del browser, quei campi non c’erano più. Non abbiamo caricato quei file su Instagram, WhatsApp o Facebook. Un pannello EXIF vuoto dopo una schermata è atteso. Non dimostra un generatore e non dimostra una fotocamera.

  2. Passo 2

    Leggi il testo che il programma ha salvato

    Alcune interfacce di Stable Diffusion e ComfyUI scrivono prompt o flusso in una PNG. Il lettore PNG resta nel browser, non carica il file e non esegue il flusso. Un campo parametri è un’affermazione nel file: si può modificare, cancellare o copiare su un’altra immagine. Se manca, manca in questa copia. La stessa lettura sta sulla pagina Stable Diffusion.

  3. Passo 3

    Non trattare l’EXIF come una Content Credential

    L’EXIF di una fotocamera è testo modificabile: marca, modello, data, a volte l’ottica. Content Credentials è il nome d’uso di una storia C2PA. Controllarla richiede firma, legame con questi pixel e lista di fiducia. Non lo facciamo. Trascina il file più antico su verify.contentauthenticity.org. Una storia valida può descrivere una generazione, una modifica o uno scatto. L’assenza del manifesto è comune, nelle fotocamere e nei generatori. I passi in inglese sono in how to check Content Credentials.

  4. Passo 4

    Cerca una pubblicazione precedente

    La ricerca inversa chiede dove questa immagine, o una molto simile, sia già comparsa. La guida di Google descrive il caricamento e, come risultati, immagini simili e pagine che contengono l’immagine. Non descrive un verdetto sul generatore. Un risultato più vecchio può mostrare che la didascalia è nuova e la foto no. Nessun risultato lascia aperte sia una foto privata sia una generazione fresca. Il confronto è in reverse image search vs AI detector.

  5. Passo 5

    Chiedi il pezzo che il mittente dovrebbe avere

    Uno scatto ha un RAW, una sequenza o il rullino. Una generazione ha prompt, seed, progetto o un account. Metti quel pezzo accanto al file contestato. Per un ritratto, foto profilo separa «sembra generata» da «è questa persona». Un fermo immagine chiamato deepfake si guarda come fermo immagine su Deepfake, senza autenticare un’identità.

  6. Passo 6

    Usa il modello per ultimo, e chiamalo modello

    Se vuoi una stima generale, usa il controllo. Due strumenti possono non coincidere. Non mediare due etichette. Un risultato non conclusivo resta non conclusivo. Se il servizio non risponde, l’assenza di punteggio non diventa «foto vera». Perché i rilevatori divergano, con i numeri dei lavori citati e non con un tasso nostro, è spiegato in can AI images be detected.

Che cosa possono mostrare i metadati, e che cosa no

Un metadato è una frase salvata accanto ai pixel. Può essere vera, vecchia, falsificata o sparita nel viaggio. Leggerla è affidabile come lettura di byte. Non è affidabile come biografia della scena.

L’EXIF di una fotocamera di solito nomina marca, modello, ora e, a volte, l’ottica e il software che ha esportato il JPEG. Questo sostiene la frase «questa copia dice di uscire da quella fotocamera». Non sostiene «nessuno ha ritoccato l’inquadratura» e non sostiene «la persona del documento è chi compare». Un editor può conservare l’EXIF dello scatto dopo un ritocco, oppure scrivere una marca di fotocamera in un file generato. Un EXIF che sembra di fotocamera è un indizio, non un sigillo.

C2PA è lo standard del consorzio che pubblica c2pa.org. Content Credentials è il nome con cui quella storia viene presentata. Un manifesto può nominare uno strumento, chi firma e una sequenza di azioni: una generazione, un’apertura in un editor, uno scatto. Per fidarti, un validatore deve accettare la firma, controllare che l’affermazione sia ancora legata a questi byte e dire se il certificato è nella lista di fiducia. Un certificato non riconosciuto, un hash rotto e un manifesto assente sono tre risultati diversi. Non promuoverli nella nota.

Questo sito può vedere stringhe nell’intestazione, comprese le lettere «C2PA». È un’osservazione di testo. Non è la validazione. Cercare quelle lettere può mancare un manifesto valido e può colpire un commento che non firma nulla. Se l’immagine deve provare una scena o una persona, la parola giusta spesso non è «generata» ma «falsa», e dentro ci stanno anche il ritocco e la didascalia: verificare se una foto è falsa.

Indizi per generatore, senza indovinare dallo stile

La somiglianza non attribuisce. Una mano fatta bene non dimostra una fotocamera, e una mano fatta male non dimostra Midjourney, Flux o nessun altro nome. Quello che segue è ciò che il file può ancora contenere, secondo quanto ciascun prodotto documenta e secondo le pagine di contesto di questo sito. Se il campo non c’è, l’immagine può comunque venire da quello strumento.

Midjourney documenta un’etichetta di identificazione nascosta e una pagina propria, midjourney.com/verify, che dice se quell’etichetta punta a un’immagine davvero di Midjourney. La stessa pagina dice che un’etichetta assente non significa che Midjourney non abbia fatto l’immagine: schermate, modifiche e la maggior parte dei social la tolgono. Questo sito non invia il file a quel verificatore. La pagina di autenticità di Midjourney non descrive lì una Content Credential C2PA. Non abbiamo ripetuto quella lettura su un corpus di download. Un prompt o un nome Midjourney nel file è un indizio modificabile. Lo stile non sceglie tra v6 e v7. Il contesto è in Midjourney e in Midjourney v7.

OpenAI documenta due segnali distinti nelle immagini supportate di ChatGPT, Codex e API: Content Credentials C2PA e una filigrana SynthID. Il C2PA vive nel contenitore e si perde rieditando, convertendo o condividendo. SynthID sta nei pixel e OpenAI offre un proprio strumento per cercarla. Questo sito non ha un decodificatore SynthID e non verifica le firme. Vedere le lettere «c2pa» o «openai» in un’intestazione non è una validazione. DALL·E 3 è il prodotto precedente: OpenAI dice di aver iniziato ad aggiungere Content Credentials a quelle immagini nel 2024. Un’immagine nuova di ChatGPT non si chiama DALL·E solo perché l’interfaccia ha usato quel nome. Le pagine sono GPT Image e DALL·E.

Google dice che le immagini generate con Gemini, il nome di prodotto Nano Banana, portano SynthID. Alcuni modelli attuali di Nano Banana documentano anche il C2PA, così il file può dire come è stata usata l’IA e non solo che è stata usata. Il manifesto, quando quel modello l’ha scritto, sta nell’originale e cade in una schermata o in un inoltro ricompresso. SynthID è il segnale che Google descrive come presente in quelle generazioni; noi non lo leggiamo. Un EXIF di fotocamera che sopravvive in una foto modificata con Gemini può essere quello della foto di partenza, quello della modifica, o nessuno dei due. Non usarlo come prova che l’inquadratura intera sia intatta. Il contesto è in Gemini. Imagen 3 è la famiglia precedente.

Flux non è un solo tipo di file. Black Forest Labs dice che le uscite dell’API, del playground e delle integrazioni che controlla portano Content Credentials C2PA dopo l’inferenza, negli endpoint FLUX che restituiscono un’immagine finale. I pesi aperti sono l’eccezione che documentano: eseguire Flux in locale non garantisce quelle credenziali. Una PNG di ComfyUI può portare il flusso, che è testo modificabile, non una firma. Un JPEG dello stesso render di solito non porta né l’uno né l’altro. Noi non verifichiamo la firma di BFL. Nitidezza e pelle non identificano il checkpoint. Parti da Flux e scendi a Flux.2 se il prodotto è quello.

Stable Diffusion, in locale, è un’abitudine di esportazione più che un modello unico. SD 1.5, SDXL e i fine-tune condividono il chunk di parametri o il flusso, finché qualcuno non salva in JPEG o non disattiva i metadati. Non c’è un manifesto C2PA predefinito né SynthID in un’installazione tipica. Un utente può aggiungere l’uno o l’altra con un altro strumento. Il nome del checkpoint dentro il flusso è un’affermazione del flusso. Il classificatore generale non identifica checkpoint, LoRA o seed.

Grok Imagine, nella guida di questo sito, si riassume così: la FAQ di xAI descrive un marchio visibile di Grok sulle immagini fatte sul web e nelle app, e le pagine API che abbiamo usato non documentano un manifesto C2PA affidabile. Un marchio visibile si può ritagliare. Un JPEG di API non ha la stessa garanzia dell’app. Non abbiamo rimisurato quei file e, anche se un blocco di metadati fosse presente, non ne valideremmo la firma. Lo stile non dice «questo è Grok». La pagina è Grok Imagine.

Come leggere il risultato

Il risultato utile è una nota su questo file. Se la PNG nomina ancora un checkpoint, la nota dice quello. Se il modello resta fra 0,35 e 0,70, la nota dice che non conclude. Se hai letto solo metadati, non trasformare quella lettura in una percentuale: le soglie valgono per un modello sui pixel che ha terminato, non per un campo EXIF.

Scrivi quattro righe prima di raccontarlo a qualcun altro. Il nome del file e se era originale, download o schermata. Quale testo c’era ancora dentro. Se un modello ha risposto, con quale etichetta esatta e in quale data. Che cosa resta aperto. «È IA» non è una di quelle righe. «Questa copia non ha EXIF e il modello non ha concluso» sì.

Una prova tecnica interna ha chiesto 144 immagini, ne ha valutate 98 e ne ha lasciate 46 senza valore. Dipendeva dalla disponibilità del servizio e da una catena di preparazione. Non è un benchmark, non dà un’accuratezza per generatore e non dimostra zero falsi positivi. Ren, Zhou e colleghi, in arXiv:2602.07814, scrivono nell’abstract che non c’è stato un vincitore universale e che l’accuratezza media dei rilevatori che riassumono andava dal 37,5% al 75,0%. Quelle cifre sono loro. Non predicono il prossimo file che carichi qui.

Limiti che conviene lasciare scritti

Un rilevatore non dice se il cantiere c’era stamattina, se l’appartamento è così oggi o se la persona del ritratto è chi dice di essere. Quelle frasi chiedono un’altra pubblicazione, altri scatti, gente che c’era o un documento. La ricerca inversa a volte trova la didascalia più vecchia. Il modello non la trova.

Una decisione costosa — pubblicare, assumere, sanzionare, squalificare un concorso — non si chiude con una fascia di colore. Chiedi l’originale, annota il disaccordo e lascia il ricorso. Se un concorso fotografico chiede informazioni verificabili sul processo creativo, lo strumento che rivede autore e cronologia delle modifiche incorporati è un validatore C2PA, non questo controllo e non una ricerca sul web. La distinzione è in la pagina del concorso, in inglese.

Domande frequenti

Si possono riconoscere le immagini IA con certezza?

A volte il file dice ancora come è stato fatto: un blocco di parametri, un flusso ComfyUI o una Content Credential che un validatore accetta. Spesso non resta nulla e un modello stima solo i pixel. La stima può sbagliare. Non pubblichiamo un’accuratezza complessiva.

Un EXIF vuoto dimostra che la foto è IA?

No. Una schermata, un JPEG riesportato o un inoltro possono cancellare marca, modello e data di uno scatto. Nel nostro esperimento locale otto fotografie hanno perso quei campi nella schermata ed erano comunque foto.

Questo sito verifica le Content Credentials o il C2PA?

No. Leggiamo testo di origine. Non controlliamo la firma, il legame con questi pixel né la lista di fiducia. Serve un validatore, per esempio verify.contentauthenticity.org, sul file più antico.

Lo stile identifica Midjourney, Flux o ChatGPT?

No. Mani, testo e texture servono a tornare sul file, non a dare un nome al generatore. Il nome, se c’è, sta in un campo del file o nel registro di chi l’ha creato.

Come si legge il punteggio di questo sito?

Solo se il modello sui pixel ha terminato: fino a 0,35 viene mostrato come più vicino a una fotocamera, da 0,70 come più vicino a un’immagine generata, e la fascia in mezzo come non conclusiva. Sono soglie di visualizzazione, non una probabilità calibrata.

Una verifica gratuita certifica che l’immagine è reale?

No. Non serve un account e l’uso è gratuito entro limiti e disponibilità. Il risultato orienta. Non autentica una persona, non prova che la scena sia avvenuta e non sostituisce un validatore di firme.

Cosa faccio se due rilevatori non coincidono?

Annota prodotto, data, file ed etichetta esatta di ciascuno. Non fare la media. Controlla che abbiano visto gli stessi byte. I confronti pubblicati mostrano già distanze ampie; i numeri stanno nella guida in inglese e non sono un tasso di questo sito.

Fonti

  • Metodo e limiti — Soglie di visualizzazione, trattamento dell’immagine e la prova interna di 144 immagini richieste.
  • Esperimento sui metadati — Otto foto, due trasformazioni locali, nessun caricamento su piattaforme.
  • C2PA — Il consorzio dello standard dietro Content Credentials.
  • Content Authenticity Verify — Un validatore in cui trascini il file. Questo sito non lo sostituisce.
  • Cercare con un’immagine su Google — Guida ufficiale. I risultati sono immagini simili e pagine, non un verdetto sul generatore.
  • Ren et al., arXiv:2602.07814 — L’intervallo dal 37,5% al 75,0% viene dal loro abstract, non da una misura nostra.
  • SynthID — Descrizione della filigrana. Non la leggiamo.
  • Pagina Midjourney — Etichetta nascosta, il loro verificatore, e il limite di ciò che questo sito non chiama.
  • Pagina GPT Image — Che cosa OpenAI documenta su C2PA e SynthID, e che cosa qui non viene verificato.

La domanda più stretta